"A Dio Piacendo" di Michele Navarra

L’avvocato penalista romano Michele Navarra è autore di numerosi romanzi che hanno come protagonista Alessandro Gordiani, titolare di uno studio legale insieme a colleghi amici, penalista, sposato con Chiara, padre di due bambine, molto vicino alla collega Patrizia Mori, anche lei agguerrita professionista.
I due si trovano ad affrontare una storia molto pesante da ogni punto di vista: la giovane Barbara, madre di due maschietti, è già in sala parto dove si accinge a subire il terzo cesareo, per mano del suo ginecologo di fiducia, Davide Ferrini. Siamo nell’ospedale romano San Carlo di Nancy, il reparto è diretto da un medico noto a Roma, un ricco incallito dongiovanni, Fabrizio Granata. In sala operatoria ci sono oltre a Ferrini, la sua maestra, dottoressa Valori e l’anestesista Fioravanti. L’intervento che sembrava di routine, si rivela presto drammatico: l’equipe medica non ha fatto tutto secondo le regole, il sangue non è stato richiesto in tempo, la paziente mostra una situazione molto grave e malgrado il bambino sia nato sano, la madre entra presto in una situazione emorragica grave, alla quale i medici rispondono con soluzioni contrastanti, in una discussione che presto si trasforma in grave alterco.

Viene chiamato il primario Granata che non si accorge subito della gravità del caso, si affida all’esperta Valori, si tenta un ultimo intervento per salvare Barbara che invece muore per arresto cardiaco. Nessuno dei presenti sa che mesi prima Fabrizio Granata per un caso aveva salvato la vita ad un bambino che rischiava di soffocare per una caramella mal ingerita; la madre, il pubblico ministero Sonia Rivoli, bella, elegante, intrigante, sensuale, nel ringraziare l’uomo che gli aveva salvato il figlio, capisce che ne è attratta in modo assoluto e comincia con lui una relazione rovente. Ecco allora che Granata, dopo il fattaccio avvenuto con la morte di Barbara Santilli, si rivolge all’amante magistrato, che con lui ha contratto un debito di riconoscenza, per essere scagionato dall’accusa di omicidio colposo che il marito della donna non manca di denunciare, patrocinato da Alessandro Gordiani.
La storia diventa sempre più complessa, una sorta di giallo medico-legale, nel quale seguiamo con il cuore in gola tutto il susseguirsi di eventi che mostrano lo squallore dei personaggi che lo scrittore tratteggia con crudo realismo, in un alternarsi di voci che i diversi protagonisti, gli accusati, ma anche i legali ed i magistrati, concorrono a formare:un coro dissonante, disarmonico. Carriere professionali che si avviano alla totale distruzione, etica deontologica che sparisce di fronte ad atteggiamenti volutamente auto assolutori, falsificazione di documenti compiuta con estrema leggerezza, superficialità dei comportamenti, sostanziale rivalità ed inimicizia tra i vari componenti della squadra in azione sulla pelle della paziente, paura di ribellarsi e di perdere privilegi acquisiti e di minare progressi futuri. Di tutto questo e di molto altro Michele Navarra ci parla con la precisione di chi conosce situazioni, ambienti e persone: gli uomini e le donne sotto la lente dello scrittore sono adulteri irresponsabili, pronti a distruggere matrimoni e famiglie nell’ansia di sempre nuovi successi che coprano una sostanziale fragilità. Sonia Rivoli non esita a tradire la missione di garante dello stato di diritto per di conservare l’amore dell’uomo che crede di amare. La denuncia di Michele Navarra in alcune pagine del libro è davvero implacabile:

E così, i aveva commesso una rapina o un furto o una truffa o un0’evasione fiscale o un abuso edlizio o qualsiasi altra cosa finiva quasi sempre per autoassolversi , accusando de fatto chi l’aveva costretto a compierlo:il complice infido, la moglie sempre bisognosa di soldi, la crisi economica di cui erano responsabili i politici che invece continuavano ad arricchirsi alle spalle della povera gente, le tasse che prosciugavano le tasche delle persone oneste, le assurde norme amministrative che impedivano al cittadino d’intraprendere iniziative commerciali o di costruire qualsiasi cosa, una casa, un capanno, un chiosco...

Il romanzo è interessante per l’originalità degli ambienti descritti, che noi vediamo in genere dall’altra parte della barricata: e proprio questo stare dalla parte di chi ai medici deve affidarsi che spinge Gordiani a combattere la più strenua battaglia perché sia fatta chiarezza e ristabilita la giustizia. Pur nella ricostruzione analitica dei momenti di gravissima tensione raccontati nel libro, Navarra conserva una sorta di leggerezza tutta romana nell’inserire nel testo le canzoni, colonna sonora di molte vite: De Gregori e Antonello Venditti, compagni di strada, come anche romanzi, Allende e Guenassia, luoghi tipici del relax dei professionisti romani, Sabaudia, l’Argentario, Torre Astura. Il linguaggio, qualche parolaccia, modi di dire colloquiali tipici dell’ambiente così ben ricostruito, fa riecheggiare proverbi e stereotipi linguistici che si tramandano e che fanno da “sostegno” anche a generazioni più giovani: Cosa fatta, capo ha, Alla fine della fiera, Aiutati che il ciel t’aiuta e , forte di un marcato accento simbolico nell’economia del racconto, a Dio piacendo. Sperando di vedere una società migliore!

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