“Capri 1950. Vita Dolce Vita” di Marcella Leone De Andreis

La raffinata casa editrice-libreria caprese, La Conchiglia, pubblica questo bellissimo volume che ci racconta “Personaggi, scandali e imprese sull’isola negli anni Cinquanta”, che l’autrice, la storica Leone De Andreis, mette insieme con rigore storico documentario ma con altrettanta leggera ironia.

Il libro, corredato da una intelligente introduzione di Raffaele La Capria, coprotagonista delle infinite storie raccontate, e da una ricca e aggiornata bibliografia, si presenta come una saggio di storia, di economia, di politica, di costume, di moda e cultura, di sport e letteratura: la galleria dei personaggi incontrati è ricchissima, coloro che hanno fatto la storia dell’Isola delle Sirene sono gli stessi che hanno fatto l’Italia del dopoguerra, quanti sono passati per Capri sono infatti i Grandi della storia politica e culturale dell’intero occidente.

Le dodici pagine che contengono l’elenco dei nomi riportati nel volume, è la chiara testimonianza di quanto numerosa sia stata la presenza di personaggi, grandi, piccoli e piccolissimi che hanno riempito con la loro presenza le cronache mondane, hanno dato adito a scandali sessuali, a gaffe politiche, hanno fatto nascere il mito che rende questa isola unica al mondo, grazie alla sua natura privilegiata, al suo clima accogliente, ai suoi abitanti saggi e intraprendenti, capaci di servirsi delle celebrità sbarcate sull’isola per renderle drogate di quel luogo magico e decise a stabilirvisi.

Sfilano nelle pagine del libro i noti habitué di Capri, da Edda Ciano accompagnata dall’immancabile gioielliere Chantecler, pseudonimo dell’accorto Pietro Capuano, a Curzio Malaparte, la cui storia personale è legata a doppio filo con la storia della sua straordinaria casa, costruita dall’architetto Libera a Punta Massullo. Norman Douglas, Edwin Cerio, Gracie Fields, la cantante inglese divenuta imprenditrice e fondatrice della spiaggia cult, La Canzone del Mare, dove i più ricchi e blasonati ospiti stabiliranno il loro quartier generale.

Ecco gli aristocratici che hanno costruito il mito della trasgressione legato alla fama dell’isola, il principe Dado Ruspoli, Rudy e Consuelo Crespi, il primo creatore di mode e di atteggiamenti originali, gli altri dall’eleganza classica ed imitatissima... poi Pupetto Sirignano, che con la moglie fa da anfitrione per anni ai più rappresentativi ospiti stranieri, compresi i regnanti, in carica o in esilio: non possono mancare Duca e Duchessa di Windsor, Margaret d’Inghiterra, Giuliana d’Olanda, il futuro re di Spagna Juan Carlos di Borbone, Ranieri di Monaco con la giovanissima Grace Kelly in viaggio di nozze, lo spodestato re Farouk d’Egitto, detto con sarcasmo partenopeo “il terzo faraglione”, data la imponente mole.

Tutto il mondo politico italiano passa per Capri, soprattutto l’intellighenzia del Partito Comunista che da Napoli sta costruendo una nuova classe di dirigenti: Mario Alicata, Giancarlo Pajetta, Giorgio Amendola e lo stesso segretario Togliatti con la compagna Nilde Jotti non disdegnano di fermarsi in Piazzetta, magari con Giorgio Napolitano, con i giornalisti Gorresio, Lilli, Ghirelli, o con gli scrittori che passano lunghi periodi nell’isola, come Moravia ed Elsa Morante, Patroni Griffi.
I ristoranti, i locali notturni dove si fa musica napoletana, accompagnati dagli astri nascenti Roberto Murolo, l’esordiente Peppino di Capri, il bravissimo Calise, sono sempre gremiti mentre Gemma, il Gatto Bianco, il Number Two diventano mete ambite per chiunque sbarchi sull’isola dagli yacht sempre più lussuosi: ”Anieta” di Gianni Agnelli con le sue vele nere, “Christina” di Aristotele Onassis sono spesso in rada, con tutto il seguito di celebrità che li accompagnano.

Ma il pregio del libro non sta nell’elenco dei mondani, delle star del cinema, dei sarti, dei prelati, degli industriali, dei mafiosi che hanno frequentato Capri, quanto nello spaccato sociale di un’Italia bigotta, chiusa, ostaggio di una classe politica retriva che trova anche nell’isola la sua base elettorale. Fulminante il racconto della circolare del Ministero dell’Interno, firmata dal Ministro Scelba, riportata nel testo, con cui si indicano le misure consentite ai costumi da bagno, per uomini e donne: gli “slips” maschili, disegnati con scala da 1/5, dovranno osservare misure precise, pena la multa comminata a chi trasgredisce: in un luogo dove la stravaganza degli abbigliamenti e la libertà dei costumi sessuali, ne hanno costruito la leggenda, gli sghignazzi e il sarcasmo condannano questa crociata senza appello: la foto di Dado Ruspali e compagni in mutandoni fin de siècle per ironizzare con il ministro democristiano Mario Scelba in visita sull’isola è del tutto esilarante.

Se vi interessa sapere come si è costruita l’identità sociale di un’Italia uscita da una guerra persa, quali sono stati i registi (Rossellini), gli attori (Totò, Sordi, Gassman, Loren) gli imprenditori (Gazzoni, Agnelli), i creatori del Made in Italy, (Galitzine, Pucci, De Simone), gli scrittori (Morante, Moravia, Malaparte, La Capria) che ne hanno decretato la rinascita economica e culturale, su questo libro troverete questo e molto di più, grazie alla abilità dell’autrice capace di coniugare la documentazione storica con una visione leggera di una leggenda caprese che ha fatto il giro del mondo. La Grotta azzurra, i Faraglioni, la Piazzetta, sono il fondale intorno a cui si sviluppa la presenza di Pablo Neruda, di Monika Mann, di Graham Green, Norman Douglas, i grandi intellettuali stranieri capresi “ad honorem”: non solo pantaloni originali, camicie firmate e sandali bassi, ma cultura, raffinatezza, poesia si respirano nelle pagine del libro, una vera “chicca” da intenditori.

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