“Che ci importa del mondo” di Selvaggia Lucarelli

Speciale Libri in uscita Aprile 2014

di Sandra Martone


Un’epopea di umanità alla quale fa da sfondo una dolce favola metropolitana: questo è Che ci importa del mondo (Rizzoli, aprile 2014), opera seconda di Selvaggia Lucarelli che, a 10 anni dal suo scanzonato esordio letterario con Mantienimi. Aiutami a preservare la mia moralità, torna nelle librerie.

Viola Agen è l’opinionista di uno dei tanti salotti pomeridiani che l’italico palinsesto televisivo regala ai suoi spettatori ma, prima di ogni altra cosa è una madre single che cerca di barcamenarsi tra i doveri e i diritti che il suo ruolo di donna single con a carico una giovane anima da crescere. Viola ha sulle spalle la zavorra di un matrimonio fallito che le ha regalato un ex marito assente, di una serie di amori finiti male ma divenuti mine per sua autostima e un senso di colpa che l’attanaglia ogni volta che non riesce a stare perfettamente dietro alle esigenze di suo figlio. A fare da corollario alle sue giornate ci sono le sue amiche del Gruppo Testuggine e una serie d’improbabili uomini. Viola, come ogni donna anche quelle che a se stesse non lo ammettono, è alla spasmodica ricerca della felicità, felicità che forse non è dietro a una porta ma accanto a quella del suo camerino.

Bisogna scrivere solo di ciò che si conosce sul serio e Selvaggia Lucarelli sembra aver fatto suo il consiglio di Ernest Hemingway: in una Milano bipolare tra bellezza e glamour la giornalista, ex opinionista e star del web ambienta il suo romanzo che ricalca, pur enfatizzando il tutto, quello che è stata e, con molta probabilità, quello che è, compresa l’insostenibile carica di pregiudizi che pesa su una donna appariscente e bella che non rinuncia a queste qualità e che proprio a causa di tali caratteristiche non viene sempre presa sul serio.
Eroina delle donne che si rispecchiano in ciò che dice e oggetto di impaurite attenzioni da parte di uomini – che vengono spesso e volentieri messi in discussione dalla sua penna divertente e biforcuta, Viola/Selvaggia racconta con sarcasmo il dietro le quinte della Milano Bene e della televisione creando una serie di personaggi prototipo, reali come l’odore delle pagine di un libro, – dalla conduttrice senza scrupoli, alla valletta/fidanzata di un calciatore priva di intelletto al Metrosexual che finge di essere etero pur di accalappiare l’abbiente cacciatrice di toy boy di turno fino ad arrivare al politico corrotto e incoerente – che, parola dopo parola, sono vivisezionati e ridicolizzati più di quanto loro stessi non facciano in quello straordinario effimero circo mediatico che è la televisione.

Al di là della trama semplice ma efficace come alla fine si scopre essere l’amore, sono tutti gli aneddoti e i racconti che l’amplificano a rendere Che ci importa del mondo un lavoro che sa toccare punti di poesia immaginifica alla Sorrentino, tra fenicotteri rosa e giardini segreti, per poi scivolare nella cruda realtà mettendo nero su bianco e rendendo reali le più recondite paure e ammissione di una donna e di una madre che, alla fine, come cantava Ivano Fossati nella sua Il bacio sulla bocca ha il coraggio di dire e soprattutto di dirsi, con l’imperfezione che la contraddistingue: che ci importa del mondo, verremo perdonati te lo dico io, da un bacio sulla bocca un giorno o l’altro.

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