Classifica Libri - Ottobre 2012

La classifica dei libri in questo caldo ottobre 2012 parla straniero. Solamente due italiani presenti in classifica (ma una menzione speciale vi aspetta alla fine), solamente uno riguarda la narrativa stretta.

In cima alla classifica c’è sempre la trilogia di E. L. James: "Cinquanta sfumature di grigio", "Cinquanta sfumature di nero" e "Cinquanta sfumature di rosso" dominano incontrastati, in attesa della inevitabile trasposizione cinematografica. Un vero e proprio caso letterario che ha dominato tutta l’estate, conquista così anche la prima fetta d’autunno. Chissà se Mondadori aveva previsto un successo di tale portata.

A intervallare i tre tomi della trilogia, ci pensa Ken Follett, con "L’inverno del mondo", secondo capitolo della trilogia "The Century". Dato il successo del primo volume, c’era da aspettarselo. La saga storico-familiare che si dipana in cinque diversi Paesi del mondo sta coinvolgendo ampiamente i lettori italiani e siamo sicuri che a breve scalzerà dal podio le Cinquanta sfumature della James.

Ritorna Paulo Coelho ed entra subito nella top ten: "Il manoscritto ritrovato ad Accra" (Bompiani) è tra i libri più letti in questo ottobre 2012. Il romanzo ambientato nella Gerusalemme della prima crociata, tra profeti esistenziali e lezioni sulla vita (e sul carpe diem) conquista i lettori italiani, come prevedibile.

Molto bene, e forse questa è la vera e propria sorpresa della top ten libri di ottobre 2012, è il dovuto memoir scritto da Rossella e Paolo Simoncelli per ricordare il proprio figlio, Marco, scomparso lo scorso anno durante il Gran Premio di Sepang, in Malesia. "Il nostro Sic" (Rizzoli) è un toccante romanzo su uno dei più straordinari personaggi italiani, protagonista di una vita vissuta di corsa e sempre in bagarre: dietro ogni personaggio c’è sempre un uomo e dentro quello che è un autentico album esistenziale, osserveremo nel dettaglio la vita di un ragazzo italiano come tanti, voluto troppo bene dal cielo per restare più a lungo su questa terra.

Una delle novità più importanti della classifica libri di ottobre 2012 è rappresentata da "L’uccello del malaugurio" (Marsilio), di Camilla Läckberg, che ambienta la sua nuova storia nel proprio paesino natale, Fjallbacka. Proprio questo paesino è stato appena scelto come luogo dove ambientare un reality show attorno al quale fermenta molta partecipazione. Mentre la città accoglie l’ingente cast di novelle star, il vicecommissario Patrik Hedstrom, già impegnato con i preparativi del suo matrimonio con Erica, deve indagare sulla morte di una donna. Gli indizi che troverà lungo l’indagine lo condurranno a conoscere da vicino gli scheletri nell’armadio che nascondono gli abitanti del paesini, preoccupati pià di proteggere la propria immagine e quella del paesino piuttosto che di consegnare alla giustizia un assassino.

Un’altra interessante novità è rappresentata da un romanzo originario del 1984, ma solo ora tradotto in italiano. Stiamo parlando di "Exit" (Sellerio), di Alicia Giménez Bartlett: l’autrice spagnola riesce in una vera e propria impresa, quella di raccontare il suicidio assistito con molta leggerezza e un tono ironico. In una clinica del tutto particolare, si intrecciano le vite di diversi personaggi che la Bartlett riesce a ricamare con straordinaria sapienza letteraria, coinvolgendo il lettore dalla prima all’ultima pagina e inducendolo a riflessioni mai lunghe o non richieste.

Mondadori è la vera e propria regina della classifica libri di ottobre 2012: lo testimonia la permanenza nella top ten di Carmine Abate, vincitore del Premio Campiello 2012 con "La collina del vento", storia di radici culturali e territoriali sullo sfondo di una Storia che conosce il suo secolo più sanguinoso.

Non ha intenzione di lasciare la top ten neppure "Open. La mia storia" (Einaudi), di Andre Agassi, in cui il noto tennista racconta la sua vita, tra un odio smisurato per il tennis (lo avreste mai creduto?) e l’obbligo di dover fare i conti con la consapevolezza di possedere un talento eccezionale.

Menzione speciale per Stefano Benni, che con "Di tutte le ricchezze" (Feltrinelli) abbandona la comicità spassosa e iperrealista per dedicarsi a un’ironia leggera e una descrizione velata dei sentimenti e dell’esistenza umana, cucendo attorno a un vecchio professore ritiratosi in solitudine, uno scenario di sconvolgimenti esistenziali, utili per riflettere sulla condizione umana, con lucidità e un tocco sapiente di ironia.

Lascia un commento