“Come cade la luce” di Catherine Dunne

Dublino, Irlanda, luogo di immigrazione di una famiglia di greci ciprioti che sono costretti a fuggire dopo l’invasione turca a metà degli anni Ottanta del secolo scorso: sono Ari, Phillida, e i loro tre figli: la maggiore, Alexia, è nata a Cipro, poi Mitros, e infine la piccola Melina.

La famiglia è poverissima ma soprattutto fortemente aggravata dalla malattia genetica che ha colpito l’unico maschio, Mitros, costretto in sedia a rotelle, a cui la madre sembra dedicare tutte le sue energie, pur sapendo che il ragazzo è destinato ad un futuro molto difficile. Le sorelle che hanno sei anni di differenza, crescono con obiettivi diversi: Alexia è ribelle, volitiva, femminile, desiderosa di uscire dalla rigida gabbia famigliare, Melina invece soffre in silenzio per il clima difficile che è creato in casa dalla presenza di Mitros e dalla insofferenza manifesta di Alexia: il padre lavora molto, accende il suo sigaro e cerca di eclissarsi dalla cappa che sembra avvolgere la casa. Quando Mitros raggiunge l’adolescenza non è più possibile tenerlo in casa e, con grande dolore, viene accompagnato in una casa di accoglienza, gestita dal dottor MacNeil, il cui giovane figlio Cormac, anche lui medico, sarà un personaggio determinante nella storia della famiglia, la cui presenza accompagnerà in diversi ruoli ciascuno di loro.
La trama di “Come cade la luce” attraversa l’intera vita di Melina e Alexia e Catherine Dunne ci accompagna attraverso le varie fasi della loro vita, dell’alternarsi dei loro rapporti, sempre difficili ma forti di un legame strettissimo. Matrimoni, amori, figli, lavoro, indipendenza economica, realizzazione professionale, errori, perdite, lutti, la scrittrice ci racconta tutto questo partendo dai tre personaggi femminili protagoniste del romanzo, Phillida, la madre, che pur se molto provata, nel corso della sua esistenza imparerà a cambiare e a lasciarsi alle spalle dolori, pregiudizi e rigidità; Alexia, che pagherà sulla sua pelle il prezzo di una libertà strappata alle convenzioni dell’ambiente irlandese e saprà ricominciare fondando una nuova vita a Cipro, ritornando alle sue radici. Melina, infine, chiamata affettuosamente mana mou, forse il personaggio più ricco e affascinante dell’intero romanzo: la piccola, dimostrerà un grande coraggio e saprà rinunciare a convenzioni e legami imposti, per vivere appieno sentimenti profondi realmente autentici.

Il senso di colpa, i doveri, il senso di responsabilità, i legami famigliari con genitori e fratelli, la disabilità, tutta questa serie di temi così comuni alla vita di tutti, sono affrontati, analizzati e risolti narrativamente in modo efficace e convincente nelle pagine di “Come cade la luce”, romanzo coinvolgente, pieno di immagini poetiche, di metafore originali, di cibi cucinati in casa con amore, per conservare almeno con quei sapori il ricordo di una terra lontana. Le quattro parti in cui il libro è diviso, sanno suggerirci le fasi diverse della esistenza dei personaggi costruiti da Catherine Dunne, e così i tempi altalenanti, tra passato e presente, ci restituiscono il valore del passato e del presente, della memoria e delle speranze.

“Questo momento. Adesso, ora. Il futuro può aspettare”

Ecco la frase con cui la voce di Melina conclude la intrigante storia raccontata con passione in questo romanzo, ottimamente tradotto da Ada Arduini.

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