“Delitto con inganno” di Franco Matteucci

Giallo Italia, ha voluto intitolare questa collana la casa editrice romana Newton Compton, che pubblica i libri del regista e scrittore Franco Matteucci: quest’ultimo, “Delitto con inganno”, che ha per protagonista l’ispettore Marzio Santoni, si segnala per l’originalità dell’ambientazione e per la singolarità dei fatti raccontati.

Siamo infatti in un luogo delle Dolomiti, ma di pura fantasia: tutti i nomi di paesi, valli, montagne sono fittizi ma rimandano a scenari noti ed amati da chi frequenta la montagna in inverno. La storia inizia quando Marzio Santoni, noto con il nomignolo di Lupo Bianco, ora ispettore della polizia nella Valdiluce, aveva appena diciassette anni, era un montanaro scontroso e timido, campione di sci, amante della natura e del freddo delle sue montagne, innamorato della bellissima Clara Meynet, una coetanea che sopravviveva, senza famiglia, ospitata dal severo e feroce zio Walter Burlando, raccogliendo mirtilli. Li cercava nei boschi vicini e li stipava in una grande gerla, che riempiva di tanti chili del prezioso frutto, mentre occhi avidi e pieni di desiderio la osservavano non visti; Clara infatti era solita fare il bagno in un laghetto vicino casa, nuda.
Marzio e Clara capiscono di essere attratti, e si danno appuntamento, lui gli ha regalato il suo fazzoletto rosso, lei domani vorrà restituirglielo. Non si vedranno più, Clara infatti scompare misteriosamente e malgrado le indagini approfondite non si saprà più nulla di lei. Passano quindici anni e Santoni ha studiato per diventare poliziotto, sotto la guida del più anziano Luigi Vallesi, che ha intuito le grandi capacità investigative del ragazzo, che merita di prendere il suo posto. In effetti per una serie di circostanze, altri delitti, lettere anonime che vengono inviate alla polizia, composte di lettere ritagliate incollate con la Coccoina, si riaprono le indagini per la morte misteriosa di Clara, di suo zio trovato impiccato, di un pastore che forse era stato involontario testimone.
Marzio non ha mai dimenticato la bionda e bella ragazza, e impegna le sue grandi intuizioni, la capacità di captare gli odori, quella di prevedere le avverse condizioni atmosferiche, che in quella valle sono terribilmente perniciose, per venire a capo di una vicenda che si trascina da anni, gettando una luce sinistra su tutta la valle.

“Un thriller perfetto”, dice la fascetta del libro, ed effettivamente solo nella parte finale, ricca di suspense, si scopre cosa sia effettivamente successo, che tragica fine abbia fatto la povera Clara; ma le sorprese non finiscono neppure nell’ultimissima pagina del libro, che lascia davvero sconcertato il lettore. Bravo l’autore a raccontare una storia complicata, piena di colpi di scena, pur nello sperduto paese alpino, tra tempeste violente, cieli azzurri, grotte inesplorate, segreti militari, perversioni, castelli fiabeschi,alberghi abbandonati, piste innevate. Santoni, detto Lupo bianco, si aggira con la sua vespa in quegli scenari naturali, pronto a scoprire le più drammatiche perversioni che possono celarsi dietro una apparente normalità, mentre la natura con la sua improvvisa violenza distruttiva mette alla prova anche gli uomini più coraggiosi.

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