“Di Ilde ce n’è una sola” di Andrea Vitali

Speciale Libri da Classifica Ottobre 2013

di Cristina Giuntini


E’ arrivato in libreria a ottobre 2013 un nuovo romanzo di Andrea Vitali e, come sempre, i suoi affezionati lettori se ne sono procurati prima possibile una copia, pregustando il momento in cui, aprendo la prima pagina, sarebbero stati come al solito teletrasportati nella Bellano di qualche decennio fa, per venire aggiornati sugli ultimi pettegolezzi del paese e per osservare gli ormai famosissimi carabinieri bellanesi nell’esercizio delle proprie funzioni. Ma che accade? Sembra che il nostro Dottor Vitali, stavolta, non abbia voglia di portarci a fare il solito giro turistico del suo paese natale, ma abbia intenzione di limitarsi a farci dare una sbirciatina dalla finestra. Per di più, non si tratta neppure di una finestra bellanese: rimarchevolmente, l’azione principale di questo romanzo si svolge non nel paesino lacustre che ormai ben conosciamo, ma a qualche chilometro di distanza, a Fino Mornasco.

E’ lì che vive la bella e determinata Ilde, segretaria, sposata senza figli con Oscar, ex operaio. Una situazione purtroppo tipica dei nostri tempi, anche se la storia si svolge negli anni Settanta: il marito che perde il lavoro ed è costretto a fare il casalingo perché la moglie deve lavorare per due. Questo, ovviamente, fa molto male alla coppia: Ilde, oppressa dallo stress e dalla fretta, è sempre nervosa, non sorride più e non ha più riguardi verso Oscar, al quale anzi, spinta dalla necessità, non sa che richiedere commissioni di vario tipo. Dal canto suo Oscar, forse più in collera con se stesso che con lei, si accontenta di piccole, segrete ribellioni, come il far squillare il telefono venti volte prima di rispondere. In questo clima di disamore, arriva come una bomba la telefonata del comune di Bellano, dove è stata ritrovata la carta d’identità di Ilde, per di più priva di foto. Oscar, che riceve la notizia in assenza della moglie, è basito: a Bellano? Cosa ci faceva Ilde a Bellano? Per di più, un rapido quanto segreto controllo nel portafogli di lei porta alla scoperta del documento di una persona estranea. Oscar ci mette poco a sommare gli elementi e a intuire cosa stia succedendo. Sempre di nascosto da Ilde, decide quindi di andare in fondo alla questione, recandosi fino a Vertemate, altro paesino del circondario, per incontrare il proprietario dell’altro documento…

Con questo breve romanzo, Andrea Vitali si riavvicina alla dimensione intimista di “Regalo di nozze”, staccandosi dalla sua usuale dimensione di “romanzo corale”. E’ una storia fatta di dialoghi a quattr’occhi, la maggior parte dei quali avvengono fra Ilde e Oscar, e potrebbero essere definiti, senza tema di smentita, dialoghi fra sordi. I carabinieri non hanno altra funzione che quella di prendere atto del ritrovamento della carta d’identità e passarla al comune, mentre gli altri paesani non si percepiscono neppure: si tratta di una vicenda talmente privata che potrebbe benissimo svolgersi in una villa completamente isolata in mezzo al bosco. D’altronde, da che mondo è mondo, i panni sporchi si lavano in casa.

La storia, come tante altre dello stesso tipo nella realtà, non trova una vera soluzione. Oscar, forse eroe o forse pusillanime, accetta la situazione senza commenti. Capisce le ragioni di quello che è successo o semplicemente è troppo debole per pensare di ribellarsi? Il racconto finisce, o non finisce, così, sfumando verso un futuro che non è che un trascinarsi del presente, un insabbiare ciò che non si vuole avere sotto gli occhi. E la vita continua…

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