“Fermate gli sposi!” di Sophie Kinsella

Speciale Libri da Classifica Settembre 2013

di Cristina Giuntini


Sophie Kinsella non si smentisce proprio mai e continua spedita per la sua
strada: quella di divertire il pubblico (prevalentemente femminile) facendo
leva sulle più comuni manie e sui più diffusi tratti psicologici, gli stessi che possiamo ritrovare facilmente in nostra sorella, nel nostro uomo, nella nostra migliore amica e soprattutto, anche se magari non lo confesseremmo neppure sotto tortura, in noi stesse.

Con “Fermate gli sposi!” la nostra Sophie ha proprio superato sé stessa, inserendo in questa scoppiettante e surreale commedia non un solo personaggio caratteristico,
ma diversi tipi singolari, o forse comunissimi:

  • Lottie, la donna talmente ossessionata dal matrimonio a tutti i costi da lasciare il suo grande amore che non si decide a farle la proposta per sposare, letteralmente, il primo che passa,
  • Richard, l’uomo che arretra terrorizzato alla sola parola “matrimonio” anche dopo un rapporto perfetto da sei anni,
  • Ben, l’uomo che, al contrario, prende il matrimonio come un mezzo di ribellione senza preoccuparsi delle conseguenze,
  • Fliss, la sorella che pretende di fare da mamma,
  • Lorcan, il socio/migliore amico che ha tirato su la ditta al posto del legittimo proprietario credendosi un filantropo, ma in realtà solo come reazione al fallimento della propria vita affettiva.

Un campionario ampio, inserito in un fuoco di fila di situazioni
esilaranti e paradossali.

Cosa può succedere a una ragazza che ha appena
dato il benservito all’uomo della sua vita perché lui non le ha fatto la
sospirata proposta nuziale?
Ovviamente di piombare nella depressione, per
quanto si sforzi di mantenere lucida e sfavillante la propria maschera
esterna. E se, dal nulla, si ripresenta il suo ex fidanzato di quindici
anni prima, con il quale ha vissuto una vacanza di fuoco su di un’isola
greca e le chiede direttamente di sposarlo, senza tante storie e tanti
preamboli? Lottie non ci pensa su due volte e accetta, convincendosi che
non si tratta di un colpo di testa, ma, anzi, di una decisione naturale e
razionale: non si corre dietro a chi ha una visione della vita diversa
dalla nostra, per quanto si sia sentimentalmente prese da lui. Molto meglio
seguire la logica e legarsi a chi ha le nostre stesse aspirazioni! Ma,
mentre i due piccioncini partono per la luna di miele nella stessa isola
che ha visto nascere il loro amore, Fliss, invischiata in un doloroso
divorzio, è determinata a evitare che sua sorella faccia la stessa brutta
esperienza. Soprattutto non vuole che il matrimonio sia consumato, per
rendere possibile un annullamento ed evitare il concepimento di un figlio
che sarà certamente infelice. Sfrutta quindi le sue conoscenze lavorative
per chiedere al responsabile dell’hotel prescelto di disturbare in tutti
i modi i neosposi. Nel frattempo parte all’inseguimento, insieme a
Lorcan, che vuole solo impedire che Ben venda la ditta a un miliardario
russo, e a Richard, che si è pentito e spera che non tutto sia perduto.
Ma, per quanto Fliss riesca a manovrare, il destino ci mette la coda,
ritardando la corsa dei “salvatori”, e il matrimonio sembra avviato
verso la consumazione.

In un crescendo di imprevisti e situazioni da
incubo, l’autrice gioca con la nostra percezione dei personaggi arrivando
a farci cambiare la nostra impressione iniziale e a farci dubitare del
finale che la nostra fantasia ha sicuramente costruito fin dall’inizio.
Sarà sicuramente un lieto fine, di questo non si deve dubitare: ma in
quale direzione?

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