“Ho sposato mia suocera” di Stefano Grimaldi

Sulla figura della suocera tanto si è scritto e di continuo vengono citate frasi umoristiche e aforismi. Chi di noi non ha avuto o non ha conosciuto una suocera invadente, tremenda ed ingestibile da aver reso la vita di una nuora o di un genero una tragedia? Tutto vero. Ed è per questi motivi che quando ho visto il libro con in copertina una signora con la pistola fumante, dal titolo Ho sposato mia suocera , non ho avuto dubbi a volerlo leggere. Se ci si vuole concedere un po’ del tempo di una giornata e trascorrerla in tranquillità davanti ad un camino scoppiettante, questo piccolo libro saprà intrattenervi e rallegrarvi. Stefano Grimaldi è lo pseudonimo sotto il quale si nasconde un genero esaurito che vive a Torino e Ho sposato mia suocera è il suo libro d’esordio nel quale ha voluto raccontare la sua storia affinché potesse essere di conforto ai tanti uomini nelle sue condizioni, avere il mal di suocera. Una lettura che il nostro giovane autore consiglia lontano dai pasti e in piccole dosi, evitando di confrontare i fatti esposti con le proprie vicende personali.

“Il genero che si sente debole, frustato e umiliato troverà in questo diario un’area di condivisione, nella quale specchiarsi senza avere alcun senso di colpa. Chi non è sposato e si ritiene insoddisfatto di questa condizione, legga in queste memorie un avvertimento: quel matrimonio tanto agognato potrebbe nascondere una sorpresina non del tutto trascurabile.“


Lei, la suocera, è la vera ed unica protagonista della nostra storia, una presenza che diviene inamovibile nella vita matrimoniale di Stefano e Clara. Una donna ancora prestante, maestra nella guerra psicologica, che ama i gioielli, soprattutto quando gli vengono regalati dai suoi compagni, e l’immancabile shopping. Cerimoniere e depositaria degli usi e costumi, dalla proposta di matrimonio, alle nozze, alle vacanze, compresa la scelta dei vestiti e della lista dei regali, non lascia alcuno spazio alla giovane coppia, neanche quello più segreto e nascosto, perché il tutto deve far fede al suo ordine prestabilito, persino l’accompagnare in macchina la pelliccia in villeggiatura, lontano dalla calura estiva in un caveau in Valle d’Aosta.

“Oggi il lavoro di mia suocera sono io. Passare le giornate a studiare il modo più raffinato per darmi fastidio. Analizzare le mie aspettative e superarle sempre, con una genialità imprevedibile. Camminare, senza mai cadere, su quel sottilissimo filo che separa il torto dalla ragione. Attaccare senza mai essere attaccabile. Diventare una maestra, anzi la migliore, nell’arte di innervosirmi. Questo è il lavoro di mia suocera oggi.“


E cosa dire della sua invasione in casa durante le vacanze natalizie, definite dal genero un vero e proprio spiaggiamento, l’inforcare le pantofole, appropriarsi del territorio spostando suppellettili e mobili secondo il suo stile di arredo, fino all’ultima ed indiscutibile decisione nella scelta del nome per il bambino in arrivo. Racconti esilaranti, ironici, verosimili e politicamente scorretti, di una convivenza forzata che il nostro Stefano è stato costretto a vivere per il profondo legame che lo unisce a Clara, unica donna della sua vita, che amerà sempre nonostante la madre. “Ho sposato mia suocera” è un libro irriverente, libero, leggero e godibile. Buona lettura!

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