“Il caso Fitzgerald” di John Grisham

Confesso che questo è il primo dei trenta romanzi pubblicati dal mitico John Grisham che io abbia letto, e confesso anche che mi sono davvero divertita: attratta dalla copertina e dal titolo del libro, una libreria ed uno scrittore di culto, Francis Scott Fitzgerald, mi sono gettata a capofitto ne “Il caso Fitzgerald”, un thriller letterario che racconta del perfetto colpo che porta cinque abilissimi ladri a trafugare, con un’azione davvero spettacolare, i manoscritti originali dei romanzi più famosi di Fitzgerald, a cominciare da The great Gatsby, dalla sorvegliatissima biblioteca della università di Princeton.

Il fascino del libro però sta nel perfetto congegno narrativo che consente al lettore di arrivare alle ultime pagine del romanzo, quasi trecento, senza aver capito come abbia fatto il quasi protagonista, un libraio divenuto ormai celebre per le caratteristiche della sua originale libreria di Camino Island, dove in mezzo ai tascabili e alle novità adatte al pubblico dei vacanzieri che frequentano l’isola al largo della Florida, Bruce Cable raccoglie una collezione di prime edizioni, per lo più firmate dall’autore, dei più importanti romanzi americani del Novecento.
La scrittrice in cerca di ispirazione, la bella Mercer Mann (nomen omen?), viene ingaggiata da una misteriosa società specializzata nel ritrovamento di merce preziosa per spiare l’elegante librario che, insieme alla moglie francese Noelle, è un po’ il centro della intellighenzia isolana ed è fortemente sospettato di avere nascosto nel suo misterioso caveau la refurtiva: scrittori più o meno celebri che si sono stabiliti a Camino, e costituiscono l’ambiente adatto a discussioni letterarie, rivalità, piccoli imbrogli che sembrano le caratteristiche di ogni società letteraria e che John Grisham dimostra di conoscere perfettamente, tanto da poter ironizzare sulla mediocrità di molti atteggiamenti degli scrittori e scrittrici che fanno da corollario alla intricata vicenda raccontata.
Nel testo de “Il caso Fitzgerald” fanno capolino Faulkner e Hemingway, Roth e Mailer, Updike e Capote, Heller e Styron, Salinger e Hotchner... le principali case editrici, i critici, le riviste, i librai, i collezionisti, i ladri di manoscritti, le edizioni rare, tutto contribuisce a creare uno scenario che ha come centro la passione per i libri e per gli scrittori, anche se si tratta di spendere o rubare milioni di dollari, tanto vale la grande letteratura americana.

Storia difficilmente proponibile in un Paese diverso dagli USA ma non per questo meno affascinante. In un posto lontano dalle grandi città e dai centri di potere accademico ed economico, si svolge “Il caso Fitzgerald”, questo romanzo davvero delizioso, che ci racconta un’America un po’ diversa, anticonformista, sofisticata, un po’ blasé, come i vestiti elegantissimi del libraio che li indossa con papillon colorati e scarpe scamosciate senza calze, mentre si bevono vini francesi costosi, si mangia poco, si guardano nidificare le tartarughe sulla spiaggia, ci si vede per parlare di letteratura, ma non si esita a compiere azioni illegali come quella di rubare manoscritti preziosi in cambio di enormi ricchezze. Thriller senza morti, pieno di libri, una chicca!

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