“Il pipistrello” di Jo Nesbo

Jo Nesbo è il celebre autore norvegese di successi internazionali.
Il pipistrello (Einaudi, 2014) che ha per protagonista il poliziotto di Oslo, Harry Hole, è il primo della serie in ordine di tempo, anche se è pubblicato in italiano solo ora.

Particolarità del romanzo è il luogo in cui avviene la storia: Sydney, in Australia, una decina d’anni fa. L’ambientazione è la parte più riuscita del libro: convivono nella grande metropoli australiana i bianchi, discendenti dai galeotti inglesi che popolarono quel continente alcuni secoli fa, e gli aborigeni, ora integrati, ma vittime di storie più o meno drammatiche di pulizia etnica di cui in occidente poco o nulla si conosce.

Nesbo riesce a montare una trama complicata che ha per protagonista il poliziotto norvegese della squadra anticrimine, spedito a Sydney per indagare sulla morte atroce di una giovane connazionale, strangolata, stuprata e mutilata con ferocia; prima di lei, appurano le indagini, altre ragazze bionde e bianche hanno subito negli anni la stessa tragica sorte. Harry viene affiancato da un simpatico e disponibile poliziotto nero, ex pugile, Andrew Kensington; presto capiremo che anche lui ha qualcosa o molto da nascondere, come l’indiziato numero uno, Evans White, lo spacciatore che è stato l’ultimo uomo a frequentare la vittima, la bionda Inger.

Per gli appassionati di trame forti questo romanzo promette intense emozioni, una buona dose di descrizioni raccapriccianti che si mescolano alle storie private e ai sentimenti dei protagonisti: tutti, buoni e cattivi, sbirri e delinquenti, hanno vicende difficili alla loro spalle che spiegano, se non giustificano, risse, ubriacature, violenze fino agli episodi finali che mettono in scena sequenze da film dell’orrore.

Jo Nesbo è ormai dichiaratamente un maestro nel suo genere, tuttavia questo suo romanzo d’esordio potrà apparire meno fluido rispetto ai successivi, anche se il congegno messo in atto è certamente ineccepibile, i caratteri dei personaggi ben costruiti, la polizia di Sydney piuttosto inefficace. Il finale, non lieto, lascia i lettori con qualche dubbio... ma alla fine neanche troppo!

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