"La seconda porta" di Raul Montanari

Milano sembra divenuta lo scenario ideale per tanti romanzi italiani di recente pubblicazione. Ecco allora il libro di Raul Montanari, da titolo un po’ misterioso, La seconda porta (Baldini+Castoldi, 2019), un’allusione abbastanza trasparente alla possibilità di una seconda opportunità nella vita del protagonista, il pubblicitario di grande successo Milo Molteni. Ma se la sua vita di cinquantenne è ricca di successi professionali, non lo è altrettanto la sua vita privata: soffre di una tragica insonnia, che i sedativi non leniscono. Forse perché si è conclusa la sua relazione con Elisa: hanno vissuto una lunga relazione, lei voleva un figlio, non sono riusciti ad averne, lui non ha fatto tutto quanto necessario per ottenerlo.

Ora, nel maggio 2017, durante una notte insonne, sente rumori provenienti dall’appartamento di sopra: apprenderà che due antipatici e anziani coniugi sono morti, avvelenati dai funghi, e il loro appartamento gli viene offerto per l’acquisto. Da qui parte la storia raccontata con un linguaggio agile e incalzante: deciso all’acquisto, Molteni fa svuotare il piccolo attico da un gruppo di ragazzi stranieri ospitati da una onlus cliente della sua agenzia pubblicitaria: fra loro c’è un ragazzo bello, diverso, giovanissimo. Con grande sorpresa di Milo, il giovane Adam si è installato sul materasso rimasto dopo lo sgombro: è entrato in casa tramite una piccola porta sconosciuta, che porta direttamente tramite una scala nell’atrio del palazzo, dove sono posti i bidoni dell’immondizia. Il ragazzo è fuggito dalla HosPes perché riconosciuto da un nigeriano che vuole ucciderlo: lui vuole rimanere nascosto da Milo in attesa di partire con il suo amico Samir per il Nord Europa.

Da qui partono i misteri, le bugie, le doppie verità che pongono al nostro protagonista inquietanti interrogativi morali: il bell’Adam sta dicendo la verità, è realmente in pericolo o sta sfruttando la buon fede dell’uomo adulto che lo sta ospitando, mettendolo in serio pericolo? La storia si trasforma in un noir, con tanto di comparsa di un misterioso detective, mentre Milo, che si è innamorato della bella architetta Vera, non sa come uscire fuori dal ginepraio in cui si è cacciato.

Il tema dell’immigrazione, degli scafisti, dei delitti atroci che si compiono in Nord Africa prima che i disgraziati in fuga da fame e guerra riescano a sfuggire ai loro aguzzini, pronti a morire annegati pur di scampare a torture, stupri, violenze, vengono rappresentati in questo romanzo intrecciati alla vita di un normale professionista privilegiato del cosiddetto primo mondo, che si trova a fronteggiare interrogativi etici inediti: Adam è omosessuale, per scelta o per disgrazia? È una vittima o un aguzzino? Chi deve operare la giustizia, che punire i colpevoli? Chi distinguere il bene dal male?

Montanari ci offre uno spaccato di società attuale inedito e inquietante. Anche noi lettori siamo chiamati a prendere posizione, ad analizzare un fenomeno che non si risolve con i tanti slogan gridati negli ultimi tempi da una parte politica che ha avuto grande seguito. E questo romanzo è un utile strumento di riflessione.

Lascia un commento