“La sovrana lettrice” di Alan Bennett

Alan Bennett è uno scrittore pluri premiato, sceneggiatore e drammaturgo inglese. Nato nel quartiere operario di Leeds, figlio di un macellaio, dopo gli studi secondari ha vinto una borsa di studio ad Oxford dove si è laureato in Storia. Per diversi anni ha lavorato come ricercatore e docente di Storia Medievale, fin quando ha abbandonato il mondo accademico per dedicarsi al teatro. Nel 1994 ha adattato la sua celebre piece, The Madness of George III per il cinema (La pazzia di Re Giorgio) ottenendo quattro nomination agli Oscar. Nell’Ottobre del 2008 Alna Bennett ha donato gratuitamente tutto il suo archivio, manoscritti, diari e libri alla Bodleian Library, un gesto di ringraziamento nei confronti del sistema sociale inglese che gli aveva dato l’occasione di studiare: infatti non sarebbe stato possibile date le sue umili origini.
Intellettuale impertinente, ricco di humour, very very british, nel romanzo “La sovrana lettrice” (Adelphi, 2011), Alan Bennett grande maestro di comicità, non si smentisce.

Un mercoledì per colpa dei cani reali che scorrazzano in giardino, guardati a vista dal valletto in livrea, Sua Maestà nel richiamo del loro abbaiare scopre un furgone parcheggiato davanti alle cucine. È la biblioteca circolante del distretto di Westminster. Quell’ala del palazzo non era molto familiare alla regina e fino a quel giorno non si era mai accorta di nulla. Incuriosita, si avvicina e scopre così che quella biblioteca passa lì ogni settimana. L’unico cliente ad usufruirne è l’addetto alle cucine, Norman. Lei non ha mai avuto molto interesse per la lettura, legge sì, ma la passione per i libri l’ha sempre lasciata agli altri.

“Era un hobby e la natura del suo mandato non prevedeva hobby. Il suo mandato le richiedeva di manifestare l’interesse, non di provarlo. Inoltre, leggere non era agire, e lei era una donna d’azione”.

Chiede un libro in prestito, e così per caso Queen Elisabeth scopre quegli oggetti strani che sono i libri. Comincia a leggere libri di diversi autori, anche stravaganti. Così la sera a letto prima di addormentarsi ha un libro con sé, o durante i tragitti in carrozza mentre saluta il popolo ha un libro sulle ginocchia, il tutto accade nella più totale disapprovazione del marito Filippo, dei ministri e dei suoi segretari personali. Riscopre la biblioteca reale con gli occhi di una famelica lettrice.

“nonostante le pareti fossero tappezzate di libri, era rarissimo che qualcuno vi andasse a leggere. Lì si proclamavano ultimatum, si disegnavano confini, si compilavano libri di preghiere e si decidevano matrimoni, ma per chi volesse raccogliersi a leggere un libro, la biblioteca reale non era il posto giusto”.

Fino ad allora aveva vagato in quel labirinto di scaffalature senza mai rendersi conto che tutti quei libri erano lì anche per il suo piacere. La lettura la cambia, lei divora libri, ne inizia due o tre contemporaneamente e chiede, a chiunque le capiti a tiro, pareri su Dickens o su McEwan. Scambia opinioni con il povero Norman che verrà, per ragion di stato, mandato via dall’entourage reale. Sua Maestà ha comportamenti non più consoni, non cura i suoi abiti color pastello come una volta, non ama più prodigarsi nei doveri istituzionali, l’unico pensiero è quello di correre via a leggere. Ora che ha scoperto le gioie della lettura è sempre più impaziente di trasmetterle anche agli altri ed è così che ad una cena ufficiale, Sua Maestà chiede al presidente francese, a bruciapelo e nell’imbarazzo generale, se ha mai letto Jean Genet!

Un libro esilarante, intelligente, ironico, un elogio alla lettura: i libri, infatti, possono cambiare le persone, proprio come è successo a Sua Maestà. God save the Queen!!!

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