“La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker

Speciale Classifica Libri Luglio - Settembre 2013

di Elisabetta Bolondi


Sabato 30 agosto 1975, ottobre 2008... nel lasso di tempo fra queste due date, trentatré anni, si svolge l’intrigante storia che il giovane autore ginevrino Joel Dicker ha raccontato nel romanzo “La verità sul caso Harry Quebert” (Bompiani, 2013), ormai un bestseller internazionale, che non poteva mancare quest’estate nelle librerie di ogni lettore forte...

“Hai letto ‘La verità sul caso Harry Quebert?’

mi sono sentita chiedere da molti e allora mi sono realmente tuffata nel romanzo lunghissimo, oltre settecento pagine, in vetrina anche in qualche libreria di paese, che, malgrado qualche lungaggine di troppo, non avrei voluto finisse così presto.

La cittadina di Aurora, nel New Hampshire, è il teatro della narrazione, che ha per protagonisti:

  • Nola Kellergan, una sedicenne uccisa brutalmente, lo scrittore Harry Quebert, che in quella famosa estate del 75 ebbe una relazione amorosa con la giovane e bionda ragazzina,
  • il più giovane romanziere, alunno e quasi figlio adottivo di Quebert, Marcus Goldman, che funge da narratore e alla fine vero protagonista della intricatissima vicenda.

Molto difficile, direi inutile, riassumere la trama di questo “must” delle letture estive; il romanzo scritto da Quebert e che ne ha consacrato la fama di grande autore e gli ha concesso una cattedra universitaria di letteratura inglese, “Le origini del male”, è lo spunto da cui parte il racconto. E’ la storia di un grande amore, impossibile e osteggiato, in realtà un racconto autobiografico della passione travolgente che aveva legato l’ultratrentenne Harry all’angelica e minorenne Nola. Ma quella ragazza bella e ingenua, dolce e assennata, era davvero così come si mostrava all’esterno? E suo padre, il pastore in pensione David Kellergan, che ascoltava musica a tutto volume chiuso in garage, che segreti nascondeva? E i vari abitanti della piccola cittadina, Tamara Quinn, proprietaria del ristorante Clark’s dove tutti passavano il tempo libero, sua figlia Jenny, innamorata delusa di Harry Quebert, il capitano Pratt, capo della polizia, come erano stati o erano coinvolti nella misteriosa morte violenta di Nola, le cui ossa vengono ritrovate dopo trentatre anni nel giardino di Harry Quebert?

Una trama avvincente, ma anche e soprattutto un libro sull’amore per la scrittura: sia Harry che Marcus sono autori di romanzi e su questo loro ruolo si dibatte in tutto il libro, quasi che la scrittura possa esorcizzare la vita reale. Marcus, infatti, in cerca di ispirazione e depresso di fronte alla pagina vuota, ha raggiunto il suo maestro Harry proprio nelle giornate in cui questo viene accusato dell’assassinio di Nola e subito l’editore newyorkese di Goldman, Roy Barnasky, intravede la possibilità di un bestseller in grado di competere dal punto di vista del marketing con l’elezione probabile di Barack Obama alla Presidenza degli Stati Uniti. C’è molto dunque nel romanzo di Dicker, il thriller mescolato al dibattito sul romanzo e sui canoni della sua scrittura, un’architettura solida, curata, per cui il lettore è incapace di prefigurare cosa avverrà nelle pagine successive, perso com’è nel racconto della grande passione amorosa, dell’amicizia filiale fra i due scrittori, nell’analisi dei complicati rapporti familiari che si intersecano nella storia.

Joel Dicker appare uno scrupoloso e attento osservatore dei meccanismi perversi che si celano dietro l’apparente tranquillo “american way of life”, un conoscitore profondo della provincia dell’East Coast, da cui Boston e la stessa New York appaiono distanti e sconosciute.
La fama internazionale di questo romanzo non è usurpata, dunque, anche se il giovane e promettente Joel non è ancora né Roth, né Franzen, né Auster... ma promette benissimo!

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