“Le cose che sai di me” di Clara Sànchez

Speciale Libri da Classifica Febbraio 2014

di Mario Bonanno


C’è una cosa che andrebbe detta prima di tutto: non avesse la presa ferma che ha la scrittura di Clara Sànchez, “Le cose che sai di me” (Garzanti, 2014) si sfalderebbe come un instant book rosa-misterico qualsiasi, più o meno verso pagina 50. Allorquando apre uno spiraglio sulla baggiana più assurda sulla quale è possibile aprire uno spiraglio: la circostanza, cioè, che qualcuno, posseduto da malevole intenzioni, possa operare dall’ombra condizionando in negativo la nostra vita (roba implausibile persino per un horror e qui siamo da tutt’altra parte che in un horror).

Mentre vola da Nuova Delhi a Madrid, una modella bella e affatto dannata, anzi giovane, ricca & fortunata, riceve una predizione nefasta dalla sconosciuta che le siede accanto (“qualcuno vuole la tua morte”) e, ai primi intoppi che le succedono per davvero, comincia a darle retta, alimentando fantasie a un passo dalla paranoia. Nella vita di Patricia - un pirotecnico incrocio letterario tra Barbie, Alice nel Paese delle Meraviglie e la Hermione Granger di Harry Potter - niente andrà più come prima e sarà lo stesso: gli intoppi diverranno contrattempi, quindi incidenti veri e propri, e - quel che è peggio - nessuno tra familiari, colleghi, amici, conoscenti in ordine sparso (c’è di mezzo anche un marito - Elìas - pittore male in arnese), parrebbe essere immune dal sospetto di desiderarne la rovina. Aldilà dell’irritante (per chi scrive) trovata esoterica dell’incipit, ne discende un romanzo intimista, facilmente psicologico, senza eroi (nemmeno Patricia, l’io-narrante del libro, scava scava, può dirsi limpida del tutto), un puzzle sapienzial-esistenziale - alla Coelho, ma senza la mistica furba e la stucchevolezza -, focalizzato sulla metà oscura dei personaggi-tipo che ne abitano le pagine. Con una morale sottesa che riassunta terra-terra potrebbe essere questa: la vera felicità passa dal confronto/scontro con le ombre interiori, proprie e altrui (altro che glamour e denaro a bizzeffe).

Le cose che sai di me (l’ottima traduzione dallo spagnolo è di Enrica Budetta) viene incontro, insomma, con passo e taglio tipici del romanzo d’intrattenimento, alle attese dei lettori che si sono appassionati alla Sanchez sulla scorta de Il profumo delle foglie di limone e Entra nella mia vita (entrambi editi in Italia da Garzanti). A quelli, invece, un po’ meno inclini a letture che prevedono un sostanzioso investimento di "sospensione di incredulità" non resta che affidarsi al talento tecnico della scrittrice (che c’è - tanto - e si vede), tra le meglio piazzate nelle classifiche di vendita del mondo e non per caso.

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