“Le luci bianche di Parigi” di Theresa Révay

“Alla fortuna non piacciono i timidi. La fortuna va cercata e conquistata, bisogna meritarsela come la croce di San Giorgio sul campo di battaglia, e Ksenija Fedorovna Osolin immaginava se stessa nei panni di una conquistatrice”.

Pietrogrado, febbraio 1917. La Guerra Mondiale andava avanti ormai da quasi tre anni e “i russi morivano a centinaia di migliaia dal Baltico al Danubio”. Ksenija Osolin, figlia del generale Fëdor Sergievitch Osolin, dalla figura slanciata e dal carattere determinato, si reca tutti i giorni in ospedale a offrire il suo aiuto e nel frattempo pensa alla festa del suo quindicesimo compleanno, quando durante una festa meravigliosa avrebbe fatto il suo debuttato in società e ballato con il suo grande amore Igor Kunin. Sono i giorni della rivoluzione russa: il popolo protesta poiché non ha nulla da mangiare; Rasputin è stato ucciso; lo zar Nicola II continua una guerra devastante. Una mattina Ksenija è svegliata dal rumore di vetri infranti e voci che urlano, Njanja, l’anziana e fedele governante intima a lei e alla sorellina Masa di nascondersi, mentre la bella Nina Petrovna, la mamma, trema di paura. Il generale Osolin nel suo studio è giustiziato da un gruppo di ribelli perché nemico del popolo. La tenace e indomita Ksenija si assume il ruolo di capofamiglia e cerca di trovare il modo di fuggire dalla Russia recando con sé quel che resta della sua famiglia.
L’antico impero russo è finito per sempre. Gli Osolin come altre famiglie nobili della Russia scappano dai bolscevichi e si rifugiano a Parigi, creando lontano dalla loro terra un angolo tutto loro. Ksenija capisce presto però che per sopravvivere deve darsi da fare e inizia così la sua esperienza in un celebre atelier di moda, e una sera dopo un litigio con la sorella Masa fa la conoscenza di Max von Passau, fotografo di moda.

Nasce così una travolgente storia d’amore che si sviluppa sullo sfondo dei più grandi eventi del Novecento: la Rivoluzione d’Ottobre del 1917, l’occupazione nazista di Parigi, la Resistenza francese, la deportazione degli ebrei e la Seconda guerra mondiale. Theresa Riva scrive una saga dagli sviluppi psicologici, un affresco storico che al contempo diventa un ritratto di una donna “tenace, indomita, spinosa”.

Le luci bianche di Parigi” (Beat, 2014) è un romanzo che prende in considerazione il cambiamento di un secolo attraversato da avvenimenti eccezionali e la maturazione di una ragazzina prima, donna dopo, che passa da una vita agiata alle spalle una famiglia aristocratica in una Russia tormentata dalla guerra e dalla rivoluzione a una donna indipendente che deve prendersi cura di se stessa e della sua famiglia in una Parigi già moderna, proiettata verso il futuro, centro della moda mondiale.

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