“Lo strano caso dell’apprendista libraia” di Deborah Meyler

“Prima o poi, la vita ci insegna cose che ci ostiniamo a non voler capire da soli”.

E’ questa, in estrema sintesi, una delle lezioni che potremmo trarre dal romanzo d’esordio dell’inglese Deborah Meyler, Lo strano caso dell’apprendista libraia, pubblicato in Italia da Garzanti.

Esme Garland, la protagonista, è una giovane studentessa inglese che vive a New York, città che ama molto e dove, grazie ad una borsa di studio, sta concludendo il dottorato in storia dell’arte alla Columbia University. E per chi, come lei, detesta le complicazioni, trovarsi incinta a ventitré anni, sola in una grande città e con un fidanzato che la lascia prima ancora che possa parlargli della gravidanza, è davvero un grosso guaio.
La prima decisione da prendere è se tenere il bambino, la seconda dove trovare un lavoro che permetta di affrontare le spese future. Per fortuna, sulla vetrina della Civetta, la piccola, vecchia e sgangherata libreria sulla Broadway dove la ragazza ama rifugiarsi, appare un cartello sbilenco, scritto a penna: CERCASI AIUTO. Nonostante la mancanza di esperienza, il lavoro illegale e la gravidanza, Esme sembra essere la commessa ideale e viene assunta.

In questo ambiente quasi magico, la ragazza conosce una serie di personaggi curiosi: da George, il laconico e gentile proprietario, a Mary con il suo enorme pastore tedesco, Bridget, che non scoraggia i clienti, anzi, li incuriosisce, e una volta entrati per vedere lei, spesso comprano un libro; dall’enigmatico Luke, il responsabile serale, sulla trentina, spalle larghe e poca voglia di parlare, al premuroso Bruce o al giovane David... Ma oltre alle persone che lavorano lì, ci sono anche i clienti, soprattutto quelli che arrivano a tarda sera per farsi un giretto e scambiare quattro chiacchiere: alcuni sono frequentatori regolari della libreria, altri un pochino bizzarri, come Nimpo o Dennis, due senzatetto.

Esme crede di aver trovato un seppur precario equilibrio, ma ecco riapparire Mitchell, il ricchissimo e affascinante ex fidanzato che, non senza esprimere qualche contrarietà, una volta saputo del bambino, decide di assumersi le proprie responsabilità. Il giovane trascina però la ragazza in un mondo fatto non solo di inviti mondani, pranzi in ristoranti di lusso, preziosissimi anelli di fidanzamento, ma anche di aperta ostilità da parte dei futuri suoceri e di possibili tradimenti. L’inadeguatezza di Esme è fin troppo evidente e nessuno sforzo sembra poter farle conquistare il ruolo di persona più importante nella vita di Mitchell.

Lo strano caso dell’apprendista libraia possiede tutto il fascino dei romanzi che hanno come ambientazione una libreria e personaggi che amano i libri: chi non vorrebbe poter concedersi ogni tanto un momento di tranquillità, sprofondato in una vecchia poltrona con un buon libro in mano, circondato da amici e da una marea di volumi di ogni genere, straripanti dagli scaffali?!

Sono questi i momenti fra i più godibili della trama, pervasi probabilmente dall’esperienza dell’autrice che, con tanti sacrifici, è riuscita a salvare due librerie indipendenti di New York, nonostante la crisi e la concorrenza delle grandi catene di vendita e di internet.
La protagonista femminile, invece, che all’inizio appare come una ragazza indipendente e sicura di sé, forse anche a causa della gravidanza, si dimostra fragile e pronta a sottomettersi ai capricci di Mitchell, personaggio apparentemente carismatico, ma che si rivela un irritante borioso, manipolatore ed egoista. Per fortuna, la vita a volte sceglie per noi ed Esme, alla fine, dovrà accettare il fatto di dover fare a meno di un uomo che, come risulta evidente fin dalle prime pagine, non fa per lei.

Ma fra i tanti personaggi, c’è sicuramente un’altra protagonista: New York, una città descritta in modo suggestivo, lontano dall’immagine di luogo violento e pericoloso. Con la ricchezza dei suoi colori, delle luci, della natura, dell’architettura, diventa specchio del mondo interiore di Esme.
E la ricostruzione dei diversi ambienti e dei paesaggi, i dettagli accurati dei negozi, degli angoli più caratteristici come dei meno conosciuti, diventano essi stessi trama, atmosfera, cornice essenziale dell’evolversi del rapporto amoroso e della sua graduale presa di coscienza. Nella città, la libreria rappresenta uno spazio vitale e un insieme di valori: il luogo ideale in cui far crescere una nuova vita.

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