“Mrs. Poe” di Lynn Cullen

Ispirato ad uno dei triangoli amorosi più appassionanti, anche se poco conosciuti, della storia dalla letteratura, Mrs. Poe (Neri Pozza), dell’autrice americana Lynn Cullen offre ai lettori uno spaccato di vita newyorchese dal 1845 al 1847. Una città dove convivono immigrati che hanno fatto fortuna e nuovi poveri, criminali, visionari, poeti. Fra loro, c’è Edgar Allan Poe.
Proprio in questo periodo lo scrittore ha raggiunto la fama, anche grazie alla poesia Il corvo. Fermato per strada dai suoi ammiratori e costretto a declamarne i versi, conteso dai salotti letterari dell’alta società, invitato a conferenze, il nome di Poe è sulla bocca di tutti, anche se spesso legato a pettegolezzi e insinuazioni. In molti, però, sono attratti dalla sua forte ed originale personalità, come Frances Osgood. Astro nascente della poesia e madre in crisi dopo l’abbandono del marito, quando lo incontra per la prima volta, si stupisce di apprendere che lo scrittore ammira i suoi scritti e rimane sopraffatta dalla sua presenza:

"Un uomo esile, vestito in modo impeccabile, era appena entrato nel salotto, e la signorina Lynch lo guardava rapito. La fronte spaziosa e sgombra dai capelli faceva risaltare le sopracciglia nerissime e gli occhi grigi da cui emanava un’intelligenza gelida. La bocca, sotto i baffetti lisci, aveva un taglio delicato eppure duro e sdegnoso. Impettito e con l’aria marziale di un soldato, pareva estremamente teso, come se fosse pronto a colpire o a battere in ritirata. Una parte di me voleva corrergli incontro, l’altra fuggire via".

Anche perché Poe è accompagnato da Virginia, la cugina sposata a soli tredici anni, i cui tratti fisici somigliano in modo inquietante a quelli del marito.
Frances, invece, che è anche la vivace voce narrante in prima persona, si trova in una situazione piuttosto deprecabile: il marito, l’affascinante pittore e donnaiolo Samuel Stillman Osgood, se n’è andato, senza dare più notizie di sé: diseredata dalla facoltosa famiglia che le ha voltato le spalle dopo il matrimonio, Frances ha potuto sopravvivere non certo grazie all’incerta attività di scrittrice, ma solo per la generosità dei Bartlett, noti librai ed editori, che hanno accolto lei e le due figlie in modo disinteressato.

Dopo l’incontro a casa di Anne Charlotte Lynch, Frances e Poe si rivedono, manifestando, prima, stima reciproca, poi amicizia e infine una passione che sfocerà in una relazione illecita, fatta di sguardi e baci ardenti, incontri clandestini, momenti rubati trascorsi in balia del desiderio e della paura di essere scoperti.
Il rapporto si nutre anche di uno scambio di poesie pubblicate sul giornale diretto dal poeta e ben presto anche il semplice sospetto di questa legame extraconiugale diventa oggetto di critiche e dicerie negli ambienti letterari e non solo.
Il peggioramento della salute di Virginia, sempre più trascurata, mette a dura prova i sentimenti dei due amanti, provocando loro pesanti sensi di colpa. Pur non mettendo mai in discussione il loro legame, alcuni episodi a dir poco inquietanti, fanno sorgere dubbi sulle reali intenzioni della moglie di Poe. Chi, infatti, ha fatto cadere in acqua Frances durante una gita in barca sul Tamigi o ha tentato di farla schiacciare da un blocco di ghiaccio? E chi, ancora, ha cercato di far espodere con il gas la casa dei Bartlett? In questa storia, non mancano suspense e colpi di scena, come nella miglior tradizione del giallo psicologico, di cui Poe è considerato il primo rappresentante...
La vicenda ha come sfondo una New York che sta subendo un vertiginoso cambiamento dal punto di vista urbanistico, architettonico e sociale, ma le descrizioni, attente e precise, colgono anche le trasformazioni dovute all’avvicendarsi delle stagioni. La città è popolata da personaggi reali, come l’inventore Samuel Morse, la scrittrice Margaret Fuller, l’attrice Fanny Kemble in Butler, il magnate William Waldorf Astor, Phineas Barnum, l’impresario dell’omonimo Circo e, soprattutto, il Reverendo Rufus Ggriswoold - autore, nel 1850, di una calunniosa biografia di Poe, che macchiò la sua reputazione, ma contribuì, senza volerlo, a creare e ad amplificare la leggenda dell’uomo che voleva distruggere -, oltre, naturalmente all’entourage dei tre protagonisti: le figlie di Frances, Vinnie ed Ellen, il marito Samuel, la famiglia dell’amica Eliza, la suocera di Poe, Mrs. Clemm... La narratrice, che fin dalle prime righe si presenta come una donna forte che non si lascia avvilire dalle avversità, descrive luoghi ed eventi che ben conosce, facendo rivivere il passato in una narrazione piacevole, che rende partecipe il lettore, invitandolo anche a riscoprire la vicenda e la produzione letteraria della poetessa.
Del resto, il romanzo di Lynn Cullen si presenta come una storia di passione intrisa di mistero che, fin dal titolo, presenta una certa ambiguità.

"Mrs. Poe", infatti, si presta a essere la chiave di volta per decifrare il triangolo amoroso descritto nel romanzo. Chi è, realmente, la protagonista? La vera signora Poe, Virginia, oggetto dei sensi di colpa dei due amanti, o la signora Osgood, la donna che, nell’interpretazione dell’autrice è stata l’unica donna amata dallo scrittore, la sua anima gemella?
La risposta si nasconde fra le pagine di un romanzo che è anche una riflessione sulla poesia, sul fare poesia e sullo scrivere in generale: Frances, infatti, non riesce più ad avere dalla vita reale quell’ispirazione che sembra essere l’unica speranza per una resurrezione artistica, mentre Poe è convinto che, per quanto fantasiose possano essere, le storie rivelano sempre qualcosa di chi le ha scritte. I suoi criminali sono sempre sopraffatti da qualcosa, un demone, una sorella maltrattata, un gatto, ma non è il demone a distruggerli, bensì il senso di colpa:

"In fondo non ho mai scritto che questo, il mio senso di colpa".

E ciò che successe dopo la separazione dei due amanti è ben più devastante di qualsiasi tragico epilogo che uno scrittore poteva immaginare.

Edgar Allan Poe e Frances Sargent Osgood: fu vero amore? Scopriamolo insieme!

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