“Quando c’era Berlinguer” a cura di Walter Veltroni

Speciale Libri in uscita Maggio 2014

di Giovanni Basile


Trent’anni fa moriva l’ultimo grande segretario del Partito comunista: Enrico Berlinguer. Da allora la sinistra non è stata più la stessa cosa: ha smarrito la propria identità e non ha mai perso l’occasione di deludere e deprimere i propri elettori.
Nel corso degli anni si sono succeduti al vertice una serie di personaggi politicamente sbiaditi e di basso profilo.

Fra i tanti volumi appena usciti sulla memoria di Berlinguer, va segnalato questo ritratto biografico a più voci raccontato da chi ne è figlia (Bianca), da chi ne è stato compagno di partito (l’immarcescibile Emanuele Macaluso, Aldo Tortorella) o avversario politico (Claudio Signorile, Arnaldo Forlani); da chi lo seguiva come un’ombra per proteggerlo (Alberto Menichelli) e da chi intraprese una rivoluzione impossibile per abbattere lo Stato (Enrico Franceschini).

Le testimonianze raccolte, variegate e talvolta toccanti, ricordano un uomo dalla personalità ricca di sfaccettature. Berlinguer possedeva uno stile sobrio, riservato fino a sconfinare nella timidezza, tuttavia fermo e deciso nelle proprie posizioni, dotato di grande carisma, di un sottile senso dell’ironia, di lungimiranza nell’annusare il degrado morale verso cui il paese andava sempre più rotolando - famosa l’interventista sulla "questione morale" rilasciata ad Eugenio Scalfari nel 1981 -, con una visione di comunismo nuova, più aperta, di respiro europeo, fino ad arrivare allo "strappo" con l’Unione Sovietica.

L’iniziativa editoriale – che segue la versione cinematografica di un pregevole docufilm - è curata da Walter Veltroni, lo stesso che qualche anno fa ammise in pubblico di aver preso la tessera Pci perché non era comunista. Veltroni, come tutti sanno, è stato qualche anno fa segretario del Partito Democratico, erede politico di terza generazione della vecchia falce e martello.
Al netto di questo paradosso tutto italiano – attraverso cui si comprende ancora meglio in quale stato versino gli attuali democrats - il libro risulta essere ben fatto e molto interessante. Significative, infine, sia sotto l’aspetto politico sia sotto l’aspetto umano, le lettere di Berliguer scritte dal carcere, durante i primi mesi del 1944.

Un doveroso - e di sapore nostalgico - tributo a un uomo politico innanzitutto per bene, che seppe dare dignità, credibilità e forza ad un grande partito di sinistra - vera -, di cui oggi non è rimasto che un pallido e ipocrita simulacro.

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