“Sarò io la tua Fortuna” di Loredana Frescura e Marco Tomatis

Sarò io la tua Fortuna” di Loredana Frescura e Marco Tomatis (Giunti 2015) è un intenso romanzo di formazione, con protagonista l’adolescente Rigo e che ha come sfondo gli orrori della I Guerra Mondiale.

Trama - Friuli, novembre 1916.

“Oggi è il mio compleanno. Un compleanno bellissimo, oggi che ho quattordici anni e un fucile”.


Rigo Tonut era felice, perché “in questo autunno che sembra combattere fino alla fine contro l’inverno” il suo piccolo mondo era racchiuso in questa zona posta nelle retrovie del fronte.

“Verso il Carso si sentivano le cannonate”


Il ragazzo viveva con lo zio Claudio, uomo saggio e buono, che gli aveva regalato il fucile ma solo per andare a caccia, e con la zia Rosa, maestra elementare, “ero suo nipote e suo figlio insieme”, da quando la sua mamma era morta mettendolo al mondo. “Sono loro la mia vita”. A pochi chilometri dalla loro casa si combatteva una terribile guerra di posizione. Nel paese di Rigo i soldati che “non sorridono mai” arrivavano stanchi e sporchi cercando di dimenticare tutte le mostruosità vissute. Rigo stava seduto sotto un pino accanto al suo cane Sole, aspettando che fosse pronta la cena speciale che la zia stava cucinando in suo onore. Nell’attesa il ragazzo baciava e accarezzava con affetto la foto della mamma, rito che si ripeteva ogni anno in questa giornata particolare. All’improvviso il mondo era precipitato. Una bomba era caduta e aveva ucciso gli zii e Sole. Rigo era sopravvissuto grazie a un ramo di pino spezzato che in parte lo aveva protetto. Il ragazzo era riuscito a liberarsi dalla terra che lo ricopriva mentre il fuoco bruciava la loro casa. Un soldato l’aveva portato nell’edificio scolastico, dove un dottore lo aveva visitato e qui aveva appreso con incredulità e dolore della morte dei suoi cari. Dopo due settimane Rigo era tornato a vedere che cosa fosse rimasto della sua abitazione. Il ragazzo era rimasto solo ma era conscio che, al di là del senso di assenza infinita che lo sovrastava, era necessario tentare di dare uno scopo alle sue azioni. In suo aiuto era venuto Toni, il soldato che lo aveva soccorso, proponendogli di lavorare per l’esercito. “C’è un bisogno disperato di braccia”. Rigo era stato preposto a lavorare come tuttofare in una baracca adibita a ospedale, a contatto con patimenti e strazio. “Che mondo è mai questo?”. Inoltre, Rigo sapeva leggere e scrivere e questa capacità lo aveva fatto diventare lo scrivano dei soldati. La presenza e l’affetto che Toni gli dimostrava lo confortava. Infatti, il soldato gli aveva donato un cappotto. Però il giovane Tonut non riusciva ad abituarsi alla sua nuova vita. In questo luogo di morte, un raggio di sole era spuntato nel momento in cui Rigo aveva conosciuto la spavalda Fortuna, “capelli neri e lisci e occhi bellissimi”, giunta al fronte con un carrozzone itinerante di spettacoli di burattini. Rigo per la sua coetanea aveva subito provato una fortissima attrazione. “Quanto è bella”. Starle accanto e innamorarsene era stato tutt’uno. In pochi mesi Rigo era diventato grande: aveva scoperto l’amore, aveva imparato che bisognava vivere al momento e che la guerra lo sporcava dentro e fuori al punto di non accorgersi più della bellezza di un prato in agosto.

I due bravi autori, i quali insieme hanno scritto una decina di libri, tessono una trama dal ritmo incalzante in cui il giovane lettore, dai dodici anni in su, senza annoiarsi può ritrovare avvenimenti accaduti durante la Grande Guerra già studiati sui banchi di scuola. Gli scrittori prendono in esame un aspetto poco conosciuto del conflitto: il lavoro prestato dai bambini e ragazzi nelle immediate retrovie del fronte a supporto dei combattenti. Furono oltre sessantamila i minori impegnati in queste attività durante la guerra e molti di loro morirono per la fatica, le ferite e gli infortuni sul lavoro. Questa commovente narrazione dimostra che anche in un mondo impazzito e sconvolto possono nascere sentimenti belli, quali la solidarietà, la fratellanza e l’amore.

“La stella che sorregge il mondo, la prima stella che accende tutte le altre è quella che tiene il mondo in piedi”.

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