“Scritto nel vento” di Beatriz Williams

Speciale Libri in uscita Febbraio 2014

di Elisabetta Bolondi


La capacità della narrativa americana, anche solo di intrattenimento, di costruire trame e storie avvincenti non è certo una novità; tuttavia ogni volta ci si stupisce della abilità degli scrittori nel partire da fatti veri, in questo caso un terribile uragano sviluppatosi sulla costa atlantica, in una cittadina di villeggiatura snob del Rhode Island nel settembre del 1938, per costruire romanzi che comprendono storia (è appena stata superata la grande crisi del ’29 mentre si assiste ai prodromi della Seconda guerra mondiale), costume, moda, sport, rapporti sociali.

In “Scritto nel vento” (Nord, 2014) Beatriz Williams ricostruisce con la fantasia ambienti che ci sembra di conoscere attraverso i quadri di Edward Hopper, le descrizioni di Francis Scott Fitzgerald, le foto in bianco e nero dei Kennedy in vacanza sulla East Coast… La storia si dipana nell’arco di due diversi anni, a partire dal 1931, quando i protagonisti, giovanissimi, sono ancora al College: le due ragazze, Budgie Byrne e Lily Dane, sono le rampolle di ricche famiglie newyorkesi e sin da piccole hanno trascorso le vacanze estive sull’Atlantico, a Seaview, su una baia del Rhode Island. La scaltra e fascinosa Budgie amoreggia con un giocatore di football, Graham Pendleton, alto e biondo, mentre in campo furoreggia il suo compagno Nick Greenwald, dai capelli scuri e dal fisico possente, per il quale la timida e impacciata Lily nutre subito una profonda attrazione. Nick è di padre ebreo, e la conservatrice e ben pensante società americana del nord-est, suggestionata in parte dalle notizie che provengono dalla Germania dove si stanno già affermando le teorie antisemite propugnate da Hitler, tende ad espellerlo dal novero dalle persone frequentabili. La fuga d’amore dei due ragazzi, innamoratissimi e decisi e sposarsi malgrado la fortissima ostilità della famiglia Dane, finisce in un fiasco proprio la notte di Capodanno del 1932: il padre di Lily ha avuto un ictus e la ragazza si arrende lasciando Nick che, disperato, fugge a Parigi dove vive anni di infelice libertinaggio.

Il romanzo alterna i racconti del prima a quelli del presente: siamo nell’agosto ’38 e a Seaview compaiono imprevedibilmente i neo sposi Budgie e Nick, mentre tutta la società dell’esclusivo club tenta di emarginarli e la sola Lily, pur con la morte nel cuore, accetta di rivedere le due persone che più l’hanno fatta soffrire nei sette anni precedenti; si è salvata dalla depressione solo per la vicinanza di Kiki, una bella bambina di sei anni, figlia di sua madre che lei stessa ha cresciuto quasi come una propria figlia. In quell’agosto ‘38 si preparano varie tempeste:

  • quella dello svelamento dei terribili segreti che si sono celati dietro alle ricche famiglie protagoniste,
  • quella della bufera che sta per abbattersi nell’Europa ormai dominata dalle idee farneticanti di Hitler,
  • infine quella molto reale che cancellerà quei luoghi di piacere dalla geografia: nelle ultime pagine del romanzo l’uragano spaventoso che si abbatte del tutto inatteso sulle coste del New England viene raccontato dall’autrice con pagine di grande realismo, trasportandoci in una sequenza quasi cinematografica a cui gli effetti speciali del cinema hollywoodiano ci hanno ormai abituato.

Molto ben ricostruita nel romanzo l’atmosfera dell’età del Jazz, con tanti soldi, tante sigarette, tanti gin tonic gelati, cappelli a cloche, unghie laccate, rossetti brillanti, reggicalze e calze di seta, biancheria inamidata, macchine scoperte dai morbidi sedili di pelle, belle donnine ai bordi dei campi sportivi in adorazione di giocatori dai toraci scolpiti, spiagge bianche e corpi nudi, in un’effimera voglia di vivere intensamente che si sbriciolerà presto di fronte ad una natura dalla violenza implacabile e da una storia che non fa sconti.

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