“Urla nel silenzio” di Angela Marsons

Kim Stone ha trentacinque anni, i capelli cortissimi, dimentica di mangiare, adora le motociclette, è una brava detective dotata di un sorprendente intuito e lavora in un commissariato inglese, nei pressi di Birmingham, ha una personalità dura come il nome che porta (nomen-omen). La sua infanzia è stata molto difficile e per molto tempo è vissuta in un orfanotrofio, dopo aver perso il fratellino gemello a causa dei maltrattamenti subiti dalla madre. Ora si trova ad affrontare un delitto, la morte di una donna, Teresa Wyatt, annegata nella sua vasca da bagno, a cui ne seguono rapidamente altre: una catena di delitti apparentemente inspiegabili che in realtà hanno un filo rosso che li lega tutti e trascina l’indagine inevitabilmente a Crestwood, una casa di accoglienza di ragazze abbandonate, che dieci anni prima aveva subito un incendio: in quel posto avevano lavorato come direttrice la Wyatt, come cuoco Tom Curtis, trovato ucciso anche lui, come il guardiano Arthur, vittima di un imprevisto incidente d’auto quasi di fronte a Kim e al suo fedele collaboratore Bryant. Negli stessi giorni l’archeologo professor Milton ha ottenuto finalmente il permesso di compiere una ricerca di antiche monete nel terreno prospiciente il vecchio collegio, ma ne viene impedito, finché si scopre che proprio lì viene rinvenuto un cadavere sepolto da tempo.

Trama avvincente costituita da colpi di scena continui, colpevoli insospettabili, un passato doloroso che torna ad affacciarsi, e soprattutto una insospettata analisi sociologica della società inglese contemporanea ben diversa dalle pagine patinate delle riviste che ci raccontano le avventure mielose della corte inglese. Ragazze stuprate, ferite, abbandonate, poste in mano a funzionari senza scrupoli, ad un personale burocratico distante e ostile, interi quartieri degradati dove alcolismo, miseria, violenza, sporcizia, abbandono ci raccontano una società che somiglia a quella dickensiana dei romanzi ottocenteschi, e non certo al Regno Unito rutilante del centro di Londra.

“Urla nel silenzio” (Newton Compton, 2015) di Angela Marsons pur essendo ascrivibile al genere thriller, così accattivante per il pubblico dei pochi lettori odierni, ha il pregio di costruire alcuni personaggi con particolare attenzione: Kim Stone inaugura un nuovo filone di donne detective, che ci riportano alla Pedra Delicado, poliziotta spagnola uscita dalla fortunata penna di Alicia Jimenz Bartlett, o alla ispettrice della polizia di Stoccolma, Hanne Wilhelmsen, infaticabile detective gay, che conferiscono nuova vitalità alla consolidata tradizione maschile della detective story, nata proprio in Inghilterra.
Aspettiamo quindi il prossimo romanzo che la Newton Compton promette, con nuove avventure della introversa Kim, problematica donna alla ricerca di una difficile collocazione della propria nascosta e ferita femminilità. Solo la empatia con una ragazza disabile e coraggiosa, sembrano aver risvegliato l’umanità in questa donna dura e coraggiosa. Una buona speranza di sviluppo della personalità di un nuovo personaggio letterario.

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