“La figlia del mercante di seta” di Dinah Jefferies

Già nota per il romanzo “Il profumo delle foglie di tè”, la scrittrice inglese Dinah Jefferies, nata in Malesia ma approdata in Inghilterra quando aveva solo otto anni si cimenta con una storia ambientata nell’Indocina francese al tramonto dell’impero coloniale, che coincise con la sconfitta cocente dell’esercito europeo da parte dei Vietnamiti, a Dien Bien Phu.

Da quel momento, siamo nel 1954, con la Conferenza di Ginevra, la Francia lascia definitivamente la colonia che diviene indipendente, sebbene divisa in due stati: Vietnam del Nord, capitale Hanoi, e Vietnam del Sud, capitale Saigon.
Negli anni successivi gli Stati Uniti protessero e sostennero il Sud anticomunista, fino allo scoppio della drammatica guerra del Vietnam, che, iniziata nel 1965 si concluderà con un tributo di sangue spaventoso da ambo le parti solo nel 1973, con la vittoria insperata dei comunisti vietnamiti, che conquistarono Saigon. Questo breve riassunto di storia per mostrare come la scrittrice si sia documentata puntigliosamente nella stesura de “La figlia del mercante di seta”, corredato di una mappa, di una cronologia, di un ricca bibliografia.

Malgrado ciò, la storia che attraversa le oltre trecento pagine del libro, scorre quasi lieve nel racconto a tratti altamente drammatico della vita di Nicole Duval, assoluta protagonista del romanzo; la incontriamo appena diciottenne, nel maggio del 1952, nella villa di famiglia nel quartiere francese di Hanoi, dove vive con la sorella maggiore Sylvie, il padre, influente commerciante in ottimi rapporti con i governanti, la cuoca francese Lisa, che l’ha cresciuta: sua madre, vietnamita, è morta dandola alla luce. Ma mentre Sylvie ha preso i tratti europei del padre ed è perfettamente integrata nella società francese della colonia, Nicole ha una bellezza acerba ma i suoi tratti somatici sono decisamente vietnamiti. Le due sorelle sono divise oltre che dall’età e dal modo di vestire, atteggiarsi, anche dalla netta preferenza che il padre ostenta nei confronti di Sylvie a cui ha deciso di affidare la gran parte del loro patrimonio; sono grandi commercianti di seta, e la sorella maggiore si occuperà di tutto, mentre a Nicole viene affidato un piccolo negozio di sete preziose, che lei dovrà mettere a profitto. In casa Duval fa il suo ingesso un giovane americano, Mark, trentenne, occhi azzurri, commerciante di seta, pieno di fascino, e l’ingenua Nicole fa presto ad innamorarsene. Lui però è molto vicino a Sylvie, che ha conosciuto in America,e forse per la più giovane e meno scaltra delle sorelle non c’è spazio per l’amore che Nicole sente per l’americano. Tuttavia durante un ballo Nicole, inseguendo Mark, scopre cose che mai avrebbe voluto vedere: che ruolo hanno suo padre, sua sorella, lo stesso Mark, la polizia francese, in una scena violentissima che si conclude con l’omicidio di un ragazzo Vietminh?
Da qui parte la ingarbugliata e lunga vicenda che vede Nicole passare dalla vita agiata e spensierata di una ragazza francese, ad un calvario tragico che la vede protagonista dopo che aveva scelto di seguire il giovane Tran , il fratello dell’ucciso, un guerrigliero che si batte con il suo popolo per la liberazione del paese dai colonialisti francesi e che, innamorato di lei, la obbliga a seguirlo nella sua coraggiosa e crudele militanza contro i Francesi. Attraverso le peripezie di Nicole, le difficili scelte che si trova a fare, l’identità che vuole assumere, riusciamo a farci un’idea di anni nei quali i contadini e gli intellettuali vietnamiti sono riusciti a sconfiggere un potente esercito francese che arrogantemente dichiarava di aver portato la civiltà, La mission civilisatrice, a quei selvaggi anche se il sistema corrotto e oppressivo aveva spinto alla fame, alle disperazione, alla morte migliaia di uomini, donne e bambini indifesi. Nicole, Tran, Mark, Sylvie, il poliziotto Giraud,sono i personaggi di questo “romanzo storico”, forse un po’ troppo ricco di colpi di scena, di descrizioni di panorami, piante, odori, acque, che tuttavia rendono molto efficacemente atmosfere di luoghi per lo più sconosciuti:Retour ligne automatique

“Nicole era incantata dai colori variopinti del mercato nel quartiere vietnamita .Era facile perdersi nel quartiere vecchio, per le antiche strade, tra i vicoli che profumavano di zenzero e carbone (…) i canarini cantavano in gabbie di bambù appese alle tettoie esterne dei negozi, il sole brillava sulle particelle di pulviscolo e faceva brillare l’aria”.

Tuttavia il merito di “La figlia del mercante di seta” sta nella rievocazione di una pagina oscura di storia del secolo scorso ancora troppo poco conosciuta, che l’autrice, con la grande attenzione che la cultura anglosassone pone nelle ricostruzioni storiche riesce a raccontare con leggerezza, mescolando politica e società, guerra e pace, amore e morte, la fine ingloriosa del colonialismo francese. Il libro, appena pubblicato in Italia da Newton Compton, è già un bestseller nelle classifiche settimanali dei libri più venduti. Non è un capolavoro dal punto di vista letterario ma ha certamente il suo perché se in Inghilterra, Paese di lettori forti, è stato molto letto e ottimamente recensito.

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