“La forza imprevedibile delle parole” di Clara Sánchez

È un destino curioso quello dei libri della nota autrice spagnola Clara Sánchez: in Italia, dopo lo straordinario successo de “Il profumo delle foglie di limone”, sono stati pubblicati anche i romanzi scritti precedentemente, così che il percorso che ha portato il lettore alla conoscenza di questa scrittrice è avvenuto, in parte, a ritroso.
È infatti da poco uscito il suo romanzo d’esordio, “La forza imprevedibile delle parole” (Garzanti), vincitore del premio Alfaguara, pubblicato in patria nell’ormai lontano 1989.

Si tratta di un testo relativamente breve che narra la vicenda di Natalia, una donna che scopriamo essere alla ricerca di qualcosa o di qualcuno che possa riempire il vuoto lasciato dall’assenza delle figlie, all’estero per motivi di studio, e dal marito, quasi completamento assorto dal proprio lavoro.
Un vuoto che la rende insoddisfatta e che la porta ad essere coinvolta – solo in parte per un caso sfortunato, ma soprattutto per ingenuità – in un vero e proprio intrigo dai risvolti apparentemente indecifrabili.
Durante una festa, organizzata da un’amica, fa la conoscenza dell’enigmatico Raúl Monte-negro, che sta attendendo impaziente il ritorno del padrone di casa.
Un breve scambio parole, sguardi affrettati: l’incontro, pressoché insignificante per l’uomo, si carica invece di aspettative per Natalia che decide di rivederlo, con la speranza – o, meglio, con l’illusione – di costruire un rapporto che possa rivitalizzare la sua esistenza priva di prospettive.
Ad intralciarla in questo tentativo di riavvicinamento, è un ambiguo e losco individuo, Amando.
L’uomo, che vive di espedienti ed ha intercettato una lettera inviata a Raúl da Natalia, si sostituisce a lui, si presenta ad un appuntamento e, non solo le racconta che “l’amico” è in viaggio all’estero, ma, in seguito riuscirà a circuirla e ad estorcerle del denaro. Come se tutto questo non bastasse, invia anche una lettera anonima al marito.
Fanno da sfondo a questa storia un traffico di pietre preziose, una serie di equivoci e aspirazioni frustrate...

Nelle 160 pagine de “La forza imprevedibile delle parole”, succede molto più di ciò che è stato fin qui delineato e diversi sono i personaggi che intervengono nella trama, di ciascuno dei quali si possono intuire le caratteristiche psicologiche, le qualità morali ed il passato. Nel complesso, tutti hanno una connotazione piuttosto negativa e, con le proprie azioni, esprimono le ambiguità del linguaggio e, come anticipato dal titolo, tutta la “forza imprevedibile delle parole” e le loro conseguenze.
In uno stile che il lettore ha imparato a riconoscere nei suoi testi di maggior successo, Clara Sánchez si dimostra non solo sottile indagatrice del pensiero e dell’animo umano ma anche profonda conoscitrice degli stratagemmi letterari che mantengono la trama in una dimensione di imminente tragedia, che il finale stempera solo in parte: la lettura suscita domande e invoglia a proseguire, ma alcuni aspetti della vicenda, rimasti a livello embrionale e consegnati all’interpretazione del lettore, avrebbero potuto essere maggiormente approfonditi.

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